mercoledì 28 dicembre 2011

Triora: lo spettro di Brocken compare sulle Alpi Liguri, curioso fenomeno fotografato da un badalucchese


Triora: lo spettro di Brocken compare sulle Alpi Liguri, curioso fenomeno fotografato da un badalucchese|
Autore degli scatti è Franco Bianchi, 50 anni, artigiano di Badalucco, noto oltre che per la rara capacità di lavorare la pietra anche per la sua passione per la fotografia naturalistica.
 
Un rarissimo fenomeno atmosferico è stato fotografato, come testimoniano le immagini sul Monte Fenaira. Si tratta di una sorta di arcobaleno circolare, conosciuto come Spettro di Brocken. Autore degli scatti è Franco Bianchi, 50 anni, artigiano di Badalucco, noto oltre che per la rara capacità di lavorare la pietra anche per la sua passione per la fotografia naturalistica, che lo porta spesso a girovagare in cerca di flora e fauna endemiche sulle Alpi Liguri.

“Ho scattato le due foto domenica 4 dicembre alle 9:32. – spiega - Mi sono trovato molte volte in condizioni climatiche di questo genere ma non mi era mai capitato di osservare un fenomeno di questo tipo. Ho visto a poche decine di metri da me, improvvisamente un bellissimo arcobaleno di forma chiusa, circolare. All’interno del cerchio si intravvedeva come una forma umana. Poi ho scoperto di essere io stesso, per uno strano fenomeno di rifrazione. La località è il monte Fenaira,(circa 1500 m s.l.m.) nelle vicinanze di passo Teglia,luogo interessante anche per aspetti storico-archeologici.”

Sul monte si arriva, in inverno con attrezzatura da neve ai piedi, attraverso una serie di crinali dal Colle d'Oggia e Prati Piani. Dall’alto della montagna si ha una vista imprendibile che abbraccia il mare, le Alpi Liguri e francesi con i monti Toraggio e Pietravecchia. La meraviglia di Franco Bianchii ha una spiegazione scientifica. Nei testi di fisica il fatto da lui documentato è descritto come “spettro di Brocken”. Si tratta di un evento assolutamente raro perché si presenta in particolari condizioni, quando il sole splende da un punto più basso, dietro ad uno scalatore che guarda da una cresta o da un picco, nella foschia. Si forma così in posizione opposta al sole una sorta di arcobaleno circolare che “ingloba”, come in una proiezione, anche la figura dello scalatore.

Il fenomeno venne osservato per la prima volta sul Brocken, la più alta vetta (1.142 metri) delle montagne dell'Harz, nella Germania centrale. La montagna è nel guinness dei primati perché sulla sua vetta venne innalzato nel 1935 il primo trasmettitore televisivo al mondo. I tedeschi però ricordano il Brocken anche perché Goethe nel suo Faust (scritto nel 1808) collocava sul monte il centro del sabba delle streghe nella Notte di Walpurgis. Per questo motivo e per la frequenza degli arcobaleni circolari che si osservano nelle frequenti nebbie la montagna è al centro di leggende popolari locali. Chissà che ora gli amministratori di Triora, visto il ripetersi del fenomeno nei pressi del passo Teglia, non pensino ad un “sinistro” gemellaggio con la località tedesca. In fin dei conti sempre di streghe si tratta e se poi sono danarose, in tempi di crisi, è ancora meglio.

Articolo tratto da Sanremonews, 21 dicembre 2011

martedì 27 dicembre 2011

Triora: caccia senza permessi e porto abusivo d'armi, coinvolti anche l'ex sindaco ed un ex assessore

Riporto per dovere di cronaca questa notizia che si commenta da sola. Ricordo solo che l'ex Sindaco Lanza si è sempre distinto durante la sua amministrazione per la totale mancanza di comunicazione verso chiunque, forte di un'arroganza che ha nuociuto alla fine a lui e purtroppo anche al paese che amministrava. C'è da sperare che con questo triste "siparietto" che ha per protagonista l'ex sindaco che all'epoca era pure presidente del nuovo Parco delle Alpi Liguri (un bracconiere messo a vegliare su una zona protetta...) e un suo assessore si chiuda questa spiacevole pagina politica triorese...

Ippolito Edmondo Ferrario

Triora: caccia senza permessi e porto abusivo d'armi, coinvolti anche l'ex sindaco ed un ex assessore


Vicenda in fase di ricostruzione da parte delle forze dell'ordine ma nel paese di Triora non si parla d'altro.
Strana vicenda di bracconaggio e non solo quella che si sarebbe delineata oggi sulle alture di Triora, tra il parco delle Alpi Liguri e la riserva di caccia francese confinante. A lasciar comunque ancora più perplessi sono i nomi dei coinvolti nell'accaduto, l'ex sindaco di Triora ed ex presidente del Parco, Marcello Lanza, un suo amico Lorenzo Lanteri e la moglie di quest'ultimo, Maria Virginia Casale nonchè ex assessore nell'amministrazione di Lanza.

Tutto ha inizio stamani quando Lanteri e Lanza vengono avvistati in territorio francese nella riserva di caccia privata armati di fucile e sembra senza permesso. Da una prima segnalazione di un cacciatore di passaggio, ne sarebbe seguita una seconda che avrebbe portato sul posto i guardiacaccia francesi, la Gendarmerie ma anche le forze dell'ordine italiane, la Guardia Forestale ed i Carabinieri. A quel punto scatta la ricerca dei due cacciatori. Lanza è il primo ad essere avvistato nei pressi di cima Marta, comune di Triora, mentre lascia la Francia e ritorna in territorio italiano con due fucili, in questo caso sarebbe stato un altro cacciatore ad averlo visto. Poco dopo invece è Lanteri ad essere trovato, stavolta dalle forze dell'ordine, lui è senza armi e di fronte alle domande di rito da parte delle autorità francesi ed italiane avrebbe risposto dicendo di non essere lì per cacciare, tanto che il suo fucile era a casa. La versione non convince e così viene avviato un ulteriore controllo all'abitazione di Lanteri, a Triora, in cerca di qualche conferma.
Nel frattempo l'ex primo cittadino viene visto a Creppo, alle ore 14 circa, quando alcuni cacciatori, assistono ad una scena curiosa: Lanza sarebbe uscito fuori dal bosco con due fucili ed avrebbe consegnato una delle armi ad una donna, Maria Virginia Casale, ex assessore della giunta di Triora, compagna di Lanteri. A quel punto, lei si è diretta a casa sua a Triora, dove nel frattempo si stava recando anche Lanteri. Uno dei cacciatori che ha assistito al passaggio di fucili avrebbe dato l'allarme ai Carabinieri della locale stazione del paese delle streghe informandoli su quanto era accaduto. Al suo arrivo a casa, la signora Casale, avrebbe trovato ad aspettarla un militare e quindi uscita dall'auto lei avrebbe consegnato l'arma trasportata in macchina.

Dopo i controlli di rito terminati alla caserma di Triora, Lanteri e Casale sono stati denunciati, lui per omessa custodia di arma da fuoco e lei per porto abusivo. Diversa sorte per l'ex sindaco, raggiunto da una sanzione amministrativa per utilizzo di cartucce a palla in una giornata non prevista per la caccia agli ungulati. La notizia ha subito fatto il giro della piccola comunità di Triora dove in molti non si sono detti troppo stupiti ripensando alle accuse per bracconaggio che erano già state indirizzate contro l'allora sindaco Lanza, quando la sua amministrazione era ancora operante, infatti dallo scorso 11 luglio il piccolo comune della Valle Argentina è stato commissariato.

Sull'accaduto Paolo Leuzzi, assessore della Provincia con delega ai parchi ed alle aree protette ha detto "Colpisce che in tutta questa vicenda dai gravi contorni siano coinvolti due ex amministratori pubblici. Certo è che la politica di vigilanza che stiamo attuando sta dando i suoi frutti ed ancora una volta è positivo notare che le segnalazioni agli organi di controllo preposti siano partite proprio dai cacciatori. Grazie a questa collaborazione tra cacciatori e forze dell'ordine abbiamo avuto ancora una volta un'importante riscontro in merito al rispetto delle norme".

Tratto da Sanremonews, 26 dicembre 2011

venerdì 16 dicembre 2011

Natale a Triora, 18-24 dicembre 2011


Natale a Triora, 18-24 dicembre 2011

In questi giorni, con impegno volontà e collaborazione, ancora una volta il paese delle Streghe stupisce tutti, con iniziative e manifestazioni grazie all'unione del Comune, delle Proloco, dei Commercianti e della Popolazione.
18-24 dicembre con “Triora Aspettando il Natale...” il famoso borgo della Valle Argentina si vestirà a festa.
Tre imponenti alberi di natale faranno da cornice alle numerose ambientazioni presenti.
Addobbati tutti gli angoli suggestivi del borgo, il 18 dicembre Babbo Natale in persona riceverà la letterina dei desideri da tutti i bambini che si recheranno a Triora. Il 24 dicembre il tradizionale Osu (grande falò) riscalderà i presenti insieme a cioccolata calda ,vin brulè e ghiottonerie, fino all'arrivo della slitta con Babbo Natale carica di doni per tutti i bimbi. Dopo la Messa del Santo Natale ancora scambio di Auguri e brindisi, dandoci appuntamento alla prossima spettacolare iniziativa il 6 gennaio con “Festa della Befana a Triora” .

Oroboro....un nuovo particolarissimo negozio di Triora.


Oroboro è un negozio artigianale situato nella piazza principale del magico borgo di Triora.
Abbiamo intervistato il titolare, Alvin, che ci ha raccontato un po' di come è nata l'idea di aprire questa attività commerciale a Triora.
 
Come è nata l'idea del tuo negozio?
Ho da sempre la passione per le candele e per le materie prime naturali,da qui l'idea di utilizzare la cera d'api per creare le mie candele artigianali. Dopo i primi tentativi, ho cominciato a creare da me una serie di stampi con una speciale resina e visto il risultato soddisfacente, pian piano la passione si è trasformata in voglia di farne un lavoro vero e proprio, così ho lasciato la città, dove lavoravo come disegnatore e mi sono buttato in questa avventura. La scelta della località è caduta su Triora per diversi motivi, uno su tutti la bellezza del luogo e il suo potenziale . Un paese sospeso davvero in un epoca ancora antica e genuina, dove la magia e il mistero sono ancora di casa, dove ogni scorcio è una sorpresa inaspettata ,ma i prezzi sono ancora accessibili. Con una posizione privilegiata sulla splendida valle Argentina, a metà strada fra la sgargiante riviera e i monti ancora selvaggi dove la natura è Signora,vicino alla Provenza,di cui si respirano le fragranze di lavanda,che sulle terrazze che contornano Triora ancora cresce selvatica assieme al Timo, all'Artemisia e alle altre erbe curative e magiche. Con un museo della stregoneria che dovrebbe essere ultimato in tempi ragionevolmente brevi, che si prospetta come un centro non solo museale,ma anche culturale dove studiare seriamente il fenomeno stregoneria, ho ritenuto Triora il posto ideale per sviluppare e far crescere i miei progetti e la mia creatività.
Che genere di articoli vendete?
Oroboro è nato come un negozio-laboratorio dove vendere le mie candele in cera d'api, erbari, quaderni e altre creazioni rilegate con la carta artigianale di mia produzione. Pian piano, mosso ancora una volta dalla passione per i prodotti naturali, ho deciso di proporre, dopo accurate ricerche e una rigorosa selezione, una serie di sostanze naturali odorose quali oli essenziali,resine,erbe e legni, comunemente detti "incensi". Niente a che vedere però con i tristi bastoncini impastati con sostanze chimiche su legni di bambù trattato, ma solo le resine e i profumi più puri che la natura ci offre, sotto forma di erbe intrecciate,grani di resine, gomme odorose, legni, semi o erbe himalayane. Più avanti terrò anche burri puri di cacao e karitè, argille e altri prodotti biologici e ayurvedici per la cura della persona. Oltre alle creazioni artigianali e ai prodotti naturali,   ho voluto proporre anche una vasta serie di oggettistica legata all'utilizzo di incensi,oli e candele,quali particolari incensieri, lanterne in ferro battuto, brucia essenze, porta candele di sale himalayano, oltre una serie di oggetti con particolari decorazioni legate alla tradizione celtica e wicca, come tazze, orologi, decorati con nodi celtici e simboli, ma anche una piccola selezione di tarocchi e rune. Spazio permettendo, mi piacerebbe tenere più avanti anche alcuni libri.
Qualche tuo consiglio che ti senti di dare per chi visita Triora per la prima volta.
Di prendersi un po' di tempo per girarla, non dico tutta, cosa impossibile in una visita di qualche ora, ma almeno senza fretta,l asciandosi alle spalle le frenesie della città,respirando l'aria carica di profumi,perdersi nel dedalo di carrugi e piazzette e angoli dove sedersi ad ammirare antichi portali d'ardesia e imponenti volte di pietra, dove basta un ombra e un sussurro del vento per far volare la fantasia. E godersi il meraviglioso silenzio, che non è inquietante, ma bello,  raro,punteggiato a volte di musiche e risate.
Che cosa vorresti a Triora che secondo te adesso manca o si potrebbe cambiare?
Mi sembra sia mancata per qualche tempo la fiducia da parte della gente nelle possibilità che il paese potesse in qualche modo rivivere dopo lo spopolamento degli ultimi trenta anni. Negli ultimi tempi però, si è vista una inversione di tendenza, sempre più sono le persone che ricercano il contatto con la natura, la tranquillità, il buon cibo autentico e con internet, quello che non trovi in loco, lo puoi facilmente ordinare, senza sentirsi troppo fuori dal mondo, così che Triora, offrendo tutto questo e molto di più in termini di storia,fascino e mistero è un attrattiva sempre più interessante per gente del posto che ritorna e gente nuova,proveniente da tutto il mondo,che riscopre sempre più,in questo incredibile paese,il luogo ideale per trascorrere lunghe vacanze o anche tutta la vita. Questo penso stia contribuendo a ricreare un clima di fiducia,magari ancora timido, un po' guardingo, da bravi liguri, ma nonostante i tempi un po' così che ci prospettano media e politici, nonostante le piccole incomprensioni,la burocrazia folle che certo non aiuta chi vuole aprire una anche piccola attività o anche solo organizzare un evento, nonostante tutto,l a gente ha risposto e risponde con impegno,solidarietà e fantasia, creando splendide feste, organizzando eventi e conferenze, dando vita a Triora, curandola e rispettandola, sempre sotto l'occhio benevolo delle sagge dame, che lungi dall'essere esseri malvagi, vigilano sul paese come antiche guardiane, ed è anche grazie a loro se Triora attrae curiosi e appassionati,amanti del mistero e dell'incanto.
Per info:
Oroboro
Via Camurata 12
18010
Triora (IM)
 

lunedì 7 novembre 2011

Anche lo scrittore Ippolito Edmondo Ferrario si unisce all'iniziativa benefica dell'Albergo Colomba d'Oro di Triora per gli amici di genova

Anche lo scrittore Ippolito Edmondo Ferrario si unisce all’iniziativa dell’Albergo Colomba d’Oro di Triora per aiutare Genova. Il 12 e 13 novembre i libri di Ippolito Edmondo Ferrario saranno gratis per tutti gli amici e lettori che passeranno in albergo a Triora. Ieri sera, inaspettatamente, è giunta da Triora, dalla direzione dell’Albergo Colomba d’Oro (www.colombadoro.it) la notizia di questa incredibile iniziativa benefica a favore di Genova. "Non è nostra abitudine convincere gli altri di quello che a noi pare buono o giusto. Di solito ci limitiamo a portare a tavola ravioli indiscutibili e un coniglio che lascia senza parole (quando viene bene). Ma questa volta è un'occasione speciale. Questa volta è successo qualcosa di drammatico, in una città che, oltre a essere il capoluogo della nostra Regione, è la nostra città. Sabato era in programma qui in hotel Triowarts, a scuola di magia nel paese delle streghe, un weekend di divertimento pensato per bambini e famiglie. E invece il giorno prima, in quella città, alcuni bambini e alcune famiglie hanno conosciuto la sofferenza e il dolore, per qualcuno di loro senza fine. Triowarts non si è tenuto, ovviamente. E ci ha lasciato un senso di impotenza e di infinita tristezza. Forse proprio per questo, forse per reagire, forse per trovare un senso a tutta quella tristezza, seduti davanti alla stufa accesa in sacrestia abbiamo pensato di chiamarvi qui, tra queste mura, il prossimo weekend. Per rispondere a modo nostro a quanto abbiamo visto può accadere, anche nella nostra città. Vorremmo passare insieme a voi il prossimo fine settimana il 12 e 13 novembre qui alla Colomba, a Triora, celebrando a modo nostro quella città cui sentiamo così tanto di appartenere. E vogliamo dare uno scopo, un'utilità, a tutto questo. Così il prossimo weekend essere qui alla Colomba d'Oro non vi costerà nulla. Che significa? Che potrete pernottare qui in hotel, cenare a buffet il sabato sera, svegliarvi e prendere la vostra prima colazione in sacrestia (o in salone, dipende da quanti sarete) senza spendere nulla. O meglio, non dovrete dare nulla all'hotel. Vi chiederemo invece in cambio di devolvere quanto per voi possibile in un aiuto economico a quanti sono stati colpiti dall'alluvione a Genova lo scorso 4 novembre. Raccoglieremo noi le offerte e decideremo insieme a voi quella sera a chi devolverle. E non ci sarà solo da mangiare e da bere. Ci sarà un concerto, il sabato sera. O meglio, potrete portare con voi una chitarra o unirvi alle canzoni che intoneremo insieme qui prima e dopo cena. Saranno ovviamente canzoni che celebreranno Genova attraverso le parole di tutti coloro che hanno scritto per e della nostra città. Ci sarà qualcuno qui che vi guiderà attraverso tutto questo, ma molto potrete anche inventare voi stessi. Nei prossimi giorni potremo essere più precisi sul programma della serata e lo pubblicheremo sul sito, ma l'intenzione più o meno è questa. Sarà il nostro e il vostro modo per fare qualcosa di concreto per chi ha sofferto venerdì scorso e per ricordare a noi stessi ancora una volta quale tipo di forza d'animo guida i gesti e i pensieri della gente che vive in Liguria. Allora, ricapitolando... se vorrete partecipare a questo insolito fine settimana non dovete fare altro che rispondere a questa mail per dire che ci siete (e quanti siete). Ripetiamo, non si paga nulla. Vi chiederemo un'offerta prima di partire per quanto potrete e vorrete dare per la gente di Genova. I posti a dormire, lo sapete, sono limitati, quindi rispondete il prima possibile. Se invece abitate vicino alla Colomba e volete venire solo a cena, siete ugualmente i benvenuti. Fatecelo solo sapere prima via mail, per favore. Non potremo accogliere un numero infinito di persone". A seguito di questa bellissima iniziativa lanciata dall’Albergo Colomba d’Oro, ho deciso di unirmi a loro. Tutti coloro che in quei giorni passeranno alla Colomba d’Oro potranno prendere gratuitamente copie dei miei libri fino naturalmente esaurimento scorte. In cambio chiedo anche una cifra simbolica da unire ai fondi raccolti per Genova dalla direzione dell’Albergo. Non importa quanto vorrete donare, ma è il gesto che conta. Con la speranza che questo mio piccolo sforzo possa dare una mano agli amici di Genova. Ippolito Edmondo Ferrario

domenica 6 novembre 2011

Genova per Noi- 12-13 novembre 2011 a Triora

Non è nostra abitudine convincere gli altri di quello che a noi pare buono o giusto. Di solito ci limitiamo a portare a tavola ravioli indiscutibili e un coniglio che lascia senza parole (quando viene bene). Ma questa volta è un'occasione speciale. Questa volta è successo qualcosa di drammatico, in una città che, oltre a essere il capoluogo della nostra Regione, è la nostra città. Sabato 5 novembre era in programma qui in hotel Triowarts, a scuola di magia nel paese delle streghe, un weekend di divertimento pensato per bambini e famiglie. E invece il giorno prima, in quella città, alcuni bambini e alcune famiglie hanno conosciuto la sofferenza e il dolore, per qualcuno di loro senza fine. Triowarts non si è tenuto, ovviamente. E ci ha lasciato un senso di impotenza e di infinita tristezza. Forse proprio per questo, forse per reagire, forse per trovare un senso a tutta quella tristezza, seduti davanti alla stufa accesa in sacrestia abbiamo pensato di chiamarvi qui, tra queste mura, il prossimo weekend. Per rispondere a modo nostro a quanto abbiamo visto può accadere, anche nella nostra città. Vorremmo passare insieme a voi il prossimo fine settimana il 12 e 13 novembre qui alla Colomba, a Triora, celebrando a modo nostro quella città cui sentiamo così tanto di appartenere. E vogliamo dare uno scopo, un'utilità, a tutto questo. Così il prossimo weekend essere qui alla Colomba d'Oro non vi costerà nulla. Che significa? Che potrete pernottare qui in hotel, cenare a buffet il sabato sera, svegliarvi e prendere la vostra prima colazione in sacrestia (o in salone, dipende da quanti sarete) senza spendere nulla. O meglio, non dovrete dare nulla all'hotel. Vi chiederemo invece in cambio di devolvere quanto per voi possibile in un aiuto economico a quanti sono stati colpiti dall'alluvione a Genova lo scorso 4 novembre. Raccoglieremo noi le offerte e decideremo insieme a voi quella sera a chi devolverle. E non ci sarà solo da mangiare e da bere. Ci sarà un concerto, il sabato sera. O meglio, potrete portare con voi una chitarra o unirvi alle canzoni che intoneremo insieme qui prima e dopo cena. Saranno ovviamente canzoni che celebreranno Genova attraverso le parole di tutti coloro che hanno scritto per e della nostra città. Ci sarà qualcuno qui che vi guiderà attraverso tutto questo, ma molto potrete anche inventare voi stessi. Nei prossimi giorni potremo essere più precisi sul programma della serata e lo pubblicheremo sul sito, ma l'intenzione più o meno è questa. Sarà il nostro e il vostro modo per fare qualcosa di concreto per chi ha sofferto venerdì scorso e per ricordare a noi stessi ancora una volta quale tipo di forza d'animo guida i gesti e i pensieri della gente che vive in Liguria. Allora, ricapitolando... Se vorrete partecipare a questo insolito fine settimana non dovete fare altro che rispondere a questa mail per dire che ci siete (e quanti siete). Ripetiamo, non si paga nulla. Vi chiederemo un'offerta prima di partire per quanto potrete e vorrete dare per la gente di Genova. I posti a dormire, lo sapete, sono limitati, quindi rispondete il prima possibile. Se invece abitate vicino alla Colomba e volete venire solo a cena, siete ugualmente i benvenuti. Fatecelo solo sapere prima via mail, per favore. Non potremo accogliere un numero infinito di persone. Per info e prenotazioni: Albergo Colomba D'Oro 0184 94 051 www.colombadoro.it

giovedì 25 agosto 2011

Il cerchio delle streghe di Triora: seconda puntata



Il cerchio delle streghe di Triora: seconda puntata
di Claudio Porchia da www.sanremonews.it

Le foto di Giorgio De Giovanni, l'intervento di Remo Muratore e la testimonianza di Lui Cerin. Continuate a scrivere e mandare le vostre foto. (continua...)


La pubblicazione delle foto di Vittorio Stoinich ha aperto un dibattito interessante. Numerose sono le mail e i commenti pervenuti: impossibile pubblicarli tutti.
Escludendo gli interventi di pochi scettici, che hanno scritto esprimendo dubbi sulla autenticità delle foto e negando l’esistenza del fenomeno, la maggioranza dei lettori si è divisa in due categorie: da una parte chi ci ha esortato a proseguire sulla strada della ricerca di una spiegazione al mistero e dall’altra chi si è avventurato nella sua spiegazione. Alcuni ci hanno anche segnalato altre località dove sono presenti cerchi delle streghe ed in un caso, ci ha inviato anche le immagini.
Il pezzo aveva un palese intento di stimolo all'interesse da parte dei lettori, celebrando con moderata ironia le costruzioni immaginarie che si fanno sui fenomeni apparentemente o realmente inspiegabili.
Quello fotografato da Vittorio a Triora è sicuramente un “cerchio delle streghe”, che rispetto alla miriade di quelli presenti su internet, presenta alcune caratteristiche particolari e che richiedono un’ attenzione più approfondita, senza scomodare, come premessa assoluta, le ormai familiari amazzoni della scopa di saggina.
Varrebbe, quindi, la pena per gli esperti del ramo tenere d'occhio il "fenomeno" durante tutto il suo evolversi annuale con la meraviglia, il rispetto e l'attenzione che va riservata a tutte le manifestazioni della natura. Vittorio ha raccolto nuove informazioni sul cerchio fotografato e di cui vi daremo conto prossimamente.
In questa seconda puntata vogliamo condividere con voi le foto di Giorgio De Giovanni, le riflessioni di Remo Muratore. e la testimonianza di Lui Cerin
Cominciamo dai cerchi delle streghe fotografati da Giorgio.
Il primo è sul monte Antoroto, il secondo cerchio è sul monte Bertrand.


L’intervento di Remo Muratore
"Per svelare il "mistero" del cerchio fotografato nei dintorni di Triora è sufficiente consultare un testo di micologia o più semplicemente scrivere su Google : "cerchi delle streghe". Per facilitarle il compito di seguito trovate parte dell'articolo che ho scaricato da Internet, firmato da Felice Di Palma, micologo, responsabile aree scientifiche.
In primavera, in montagna, può capitare di vedere, in prati da tempo non più lavorati dall'uomo, erba più verde di quella circostante disposta in modo concentrico, degli “stranissimi” cerchi/semicerchi, a volte anche zig-zag, di vegetazione in mezzo a campi più aridi: sono i cosiddetti “cerchi delle streghe”.
Molte sono le leggende sorte in relazione a queste particolari manifestazioni della natura; in passato si diceva che l'erba, distribuita così regolarmente in cerchio, fosse erba stregata e per questo motivo non brucata dagli animali; altri hanno detto trattarsi di erba capace di provocare effetti allucinogeni; Shakespeare nella “Tempesta” li ha citati espressamente, attribuendo il fenomeno a passaggi e danze notturne di folletti ed elfi. La bellezza del fenomeno è che, in momenti particolari, ai margini di questi cerchi nascono funghi, allora le leggende si sono adeguate, si è detto che i funghi nascevano perché in quelle zone, di notte, danzavano le streghe.
Secondo la tesi della prevalente dottrina micologica, il fenomeno è invece dovuto al micelio dei funghi che, una volta formato, tende a propagarsi attraverso terminazioni periferiche che vanno verso l’esterno. Al centro la terra rimane arida perché il micelio decomposto e svuotato dalle sostanze nutritive rappresenta un “elemento tossico”; all'esterno, invece, la vita corre e si propaga - nel corso de metabolismo del micelio viene liberata ammoniaca che, trasformata dai batteri nitrificanti in ione nitrico, agisce da concime - si forma così un cerchio di erba verde e vigorosa, dalle profonde radici che si espandono verticalmente, resistente anche ai freddi venti sotto zero. Il cerchio si allarga col tempo, finché l'opera dell'uomo (con la lavorazione della terra o con il semplice calpestio) o eventi naturali non ne interrompono il propagarsi. Alcuni cerchi delle streghe con diametro di oltre 70 metri, in America, si dice abbiano più di cento anni.
Le specie fungine in grado di essere protagoniste di un tale fenomeno sono tra le più conosciute: Clitocybe, Macrolepiota, Agaricus, Tricholoma, Lycoperdon, ma parecchi sostengono che anche i miceli di altri funghi, anche quelli più specificamente boschivi, siano in grado di propagarsi e di comportarsi in tal modo; tuttavia, non essendo presente un tappeto vegetativo uniforme, non è possibile visualizzare il fenomeno in maniera così evidente come nei prati. C’è addirittura chi sostiene di riuscire, dalla semplice osservazione del “cerchio” d’erba, a riconoscere di che specie di fungo si tratta.
E per finire questa seconda puntata ecco l’intervento di Lui Cerin
Alcuni anni fa a Montegrosso Pian Latte, dove lavoravo, ho trovato un cerchio di funghi, che secondo i maghi era dovuto alle streghe del luogo. La scoperta e la raccolta del cerchio dei funghi avvenne in un anno che non ne nascevano neanche per dispetto. In paese, quando mi hanno visto arrivare con due cavagni pieni, tutti volevano sapere dove erano nati. Facendo il sornione gli risposi che i segreti del re non si rivelano a nessuno; in verità li avevo trovati in una fascia sopra il paese e facevano corona ad una pianta di mele. Era una scena bella a vedersi. I funghi vennero cucinati per tutti gli avventori dell’osteria del paese e fu festa grande.
La natura è bella e simpatica e vedere sempre lo zampino del maligno o dello stregone, proprio quando molti non credono, è disarmante. Come è disarmante la festa di Trigoria. Io mi sono laureto con una tesi: politica e stregoneria a Triora, ma la Comunità Montana non ha mai voluto saperne di approfondire il tema.
Chi parla del demonio come di un episodio storico mostrandone soltanto l’aspetto “diabolico” ci porta indietro nel tempo, a quello degli antichi Romani.
In realtà Triora lo ha tenuto stretto per scopi casarecci: un po’di folclore in più. Invece di arricchirsi insieme ai paesi della Podesteria, con un convegno annuale ed avere una biblioteca unica al mondo, dove si poteva studiare questo triste fenomeno.
Le cosidette streghe della Podesteria di Triora comprendono i seguenti paesi: Castl dho, Baiardo, Triora, Molini, Andagna, Montalto e Badalucco.
Il fatto chiaro è che dai documenti risulta che sono state accusate di infanticidio. Questa l’amara realtà, per questo condannate a morte. Non per nulla si trova ancora il vero nome con cui venivano chiamate: Vatueie: fattucchiere. Queste donne non nascevano fattucchiere, ma erano bagasce (prostitute) che diventate vecchie non riuscivano a sbarcare il lunario e si trasformavano in mammane procurando aborti o, sempre per sbarcare il lunario, si trasformavano in bazue o fautueie, usando formule infantili di bassa magia. La bazua bella affascinante non esisteva, se non nei manifesti e nei films. Erano invece vecchie, decrepite e sdentate, che non riuscivano a mettere il pranzo con la cena. I ben pensanti di allora le avevano accusate di essere la causa della carestie, che da anni persisteva nella Podesteria di Triora, ma il calcolo risultò errato e queste, sotto tortura, incolparono sia i ricchi e che i poveri, generando un caos generale.
Di questo non si parla, perchè con le torture si va sempre sul sicuro: il sado-maso fa sempre audience. Triora è rimasta impelagata, anch’essa nella bazue e molti soldi dei contribuenti hanno foraggiato questa cultura.
Se si guarda oltre le streghe, troviamo “L’homo servaigu” che nessuno sfrutta.
È un folletto che ha insegnato ai liguri a fare la tuma, a ricöita e u brussu, Persona positiva e giocherellona. Badalucco, ad esempio, potrebbe diventare il paese degli "Homi servaighi", dove si può giocare e mangiare lasciando arrugginire catene e fruste.
Modi di dire delle bazue:
Quando una casa era infestata dagli spiriti si diceva: “U se ghe sente”.
Quando pioveva con il sole: “Quandu u ciove cun u su e bazue i fan l’amù.
Scrivete a claudio.porchia(at)sanremonews.it





Triora: trovato il cerchio delle streghe





Triora: trovato il cerchio delle streghe
di Claudio Porchia
da www.sanremonews.it


Della presenza delle streghe a Triora nessuno dubita.
Hanno lasciato tracce evidenti e in numerosi documenti si racconta della loro atroce e spietata persecuzione. Forse non erano responsabili dei crimini feroci di cui raccontano i verbali dei processi, ma semplicemente donne con una straordinaria conoscenza delle erbe. Comunque sia domani, la domenica successiva al ferragosto, come ogni anno moltissimi turisti e curiosi saliranno i tornanti della valle Argentina per raggiungere il paese, uno dei borghi più belli d’Italia, e passare una giornata in loro compagnia: benvenuti a " Strigòra".
Ma quest’ anno sarà ricordato anche per un’eccezionale scoperta fatta due giorni fa nelle vicinanze del paese. Vittorio Stoinich, un appassionato di piante ed amico di Alfredo Moreschi, passeggiando in cerca di funghi nella zona compresa fra Triora ed il passo della Guardia, dopo aver lasciato il sentiero principale ed essere salito su un ripido e scosceso costone del monte, ha trovato finalmente il cerchio delle streghe e lo ha fotografato.

I pochissimi abitanti della zona lo conoscono bene, ma preferiscono osservarlo da distante e non parlarne mai con gli sconosciuti, mostrando uno strano senso di attrazione e di seduzione. Secondo fonti locali ben informate, ma rigorosamente anonime, queste osservazioni avvengono in solitaria, con rispetto e timore da più generazioni. Solo un pastore, sfidando il sortilegio aveva raccolto il fieno all'interno del cechio ottendendo una produzione di latte abbondande, ma colorata di rosso. Nel paese delle streghe in pochi sanno dell’esistenza del cerchio, ma preferiscono ignorarlo e negarne la presenza ai forestieri: siamo di fronte ad una sorta di piccola, ma importante Nazca del ponente ligure.
La scoperta del cerchio delle streghe ha impressionato il nostro Indiana Jones perché il diametro di circa 12 metri e l’assoluta precisione del cerchio circondato da numerosi funghi rendono il mistero davvero inquietante. Il fenomeno non è complicato come i verdi e misteriosi geroglifici sudamericani, ma proprio la semplicità geometrica del cerchio perfetto rende l’evento inspiegabile e misterioso. La presenza dei funghi , inoltre l'avvolge in un alone di magia e mistero richiamando alcune credenze locali, secondo le quali i funghi, che crescono in "cerchio" sono generati dalle danze notturne delle streghe.
Analizzando meglio le fotografie scopriamo che non si tratta di un taglio nell'erba come i geroglifici dei campi di grano osservati in Inghilterra o un'abrasione come in America del sud, ma è il risultato di una coloritura più accentuata della stessa erba che pochi centimetri più in là, riassume il naturale verde tenero.

Con Alfredo abbiamo provato ad interrogarci sulla spiegazione del fenomeno.
Potrebbe trattarsi di una sostanza chimica distribuita circolarmente nel terreno capace di provocare la diversa tonalità, ma sarebbe facile obiettare che la ripida pendenza del luogo ed il forte dilavamento provocato dalle piogge, avrebbe già dovuto compromettere la perfetta geometria di questo grande O di Giotto da Triora, apparso per magia, non si sa quando, e mantenutosi indenne per tutto questo tempo.
Potrebbe essere stato provocato dalla stabulazione di erbivori e dalle loro ripetute deiezioni, come si osserva nei pressi delle malghe, ma sono difficili da immaginare armenti così ordinati nel dormire; inoltre, per tutto il tempo sufficiente ad impregnare il terreno a sufficienza.
Potrebbe trattarsi di una costruzione sotterranea, i cui resti ricoperti da terra, potrebbero provocare la disparità cromatica dei vegetali che vi crescono sopra, mantenendo la circonferenza più umida e ricca di sostanze. La forma richiama quella di una torre, ma chi l'avrebbe costruita e successivamente distrutta, e perché nessuno più lo ricorda.
Potrebbe essere una "neveira" per la produzione di ghiaccio, riempita successivamente di detriti, ma anche di questa manca la minima traccia e menzione .
Escludiamo che il cerchio indichi l’atterraggio di un UFO perché la pendenza del prato alpino lo avrebbe fatto scivolare in basso.
A questo punto non ci resta che lanciare un appello ai nostri affezionati lettori e chiedere di aiutarci a risolvere l’enigma.
Domani Vittorio si recherà nuovamente al cerchio, scatterà altre foto e cercherà di attingere nuove informazioni dagli abitanti del posto.
Aspettiamo le vostre mail ed il ritorno di Vittorio con fiducia.
claudio.porchia@sanremonews.it